La spirale della vita

Annunci

BJORK HUMAN BEHAVIOUR

Gymnopedie by Erik Satie

Kylie Minogue & Nick Cave – Where The Wild Roses Grow

Creatività+Amore+Poesia= sussulto del cuore

Lentamente Muore

Basta! La rai non è di Berlusconi, la RAI è nostra!

E’ incredibile la notizia del rifiuto da parte della TV pubblica, pagata con nostri soldi, di mandare in onda il trailer del nuovissimo film: Videocracy. Stamattina, mentre la leggevo, ho provato un senso di rabbia talmente grande che difficilmente riuscirò a trasmettervelo fino in fondo con questo articolo. Provo a calmarmi e a fare il punto della situazione. Videocracy è un documentario per il grande schermo diretto da Erik Gandini. Esso è un’analisi del potere delle televisione e di come essa influenza scelte e comportamenti del popolo italiano. Il registra si concentra su un punto in particolare: il potere mediatico del pluriprescritto Silvio Berlusconi. Nel suo film spiega come questa supremazia e controllo sui media ha portato consenso politico all’attuale Presidente del Consiglio. Tutto questo in un paese normale non dovrebbe destare nessun problema. In una nazione dove vige la libertà di informazione le critiche verso chi governa sono ben accette, anzi sono il motore principale che spinge verso il miglioramente della società. Ma siamo in Italia. Un paese assolutamente anormale. Un paese etichettato, per quanto riguarda la libertà di stampa, come “Parly-Free”. Le critiche al Governo sono assolutamente vietate anche sulle TV non private nutrite dai soldi dei contribuenti. Contribuenti che hanno il diritto di essere informati che presto uscirà un nuovo film-documentario; anche se questo reca fastidio a Re Silvio da Arcore. Analizziamo le motivazione con cui la TV di Stato risponde alla casa di produzione cinematografica Fandango: La tv di Stato spiega che, anche se non siamo in periodo di campagna elettorale, il pluralismo alla Rai è sacro e se nello spot di un film si ravvisa un critica ad una parte politica ci vuole un immediato contraddittorio e dunque deve essere seguito dal messaggio di un film di segno opposto. Assurdo vero? Ora anche i trailer dei film hanno bisogno del contraddittorio. In pratica stanno dicendo: “se volete mandare in onda il trailer di questo film abbiamo bisogno di un altro trailer, magari prodotto dall’istuto luce, che lodi il pluriprescritto”. Forse nemmeno in Cina prendono talmente per il culo la popolazione. Lo spot veicola un inequivocabile messaggio politico di critica al governo perché proietta alcune scritte con i dati che riguardano il paese alternate ad immagini di Berlusconi. Quindi, come in ogni dittatura che si rispetti, niente di negativo può essere associato alla bellissima e sorridente immagine del dittatore. Poco importa se i dati esposti nel film sono statistiche accertate e quindi verità. Ma la motivazione più assurda è la seguente: Caratterizzati da immagini di donne prive di abiti e dal contenuto latamente voyeuristico delle medesime si determina un inequivocabile richiamo alle problematiche attualmente all’ordine del giorno riguardo alle attitudini morali dello stesso e al suo rapporto con il sesso femminile formulando illazioni sul fatto che tali caratteristiche personali sarebbero emerse già in passato nel corso dell’attività di imprenditore televisivo Niente donnine nude sulla rai piena di donnine nude. Perché richiamano i problemi che il vecchietto “che va con le minorenni” (secondo l’ex moglie) ha avuto ultimamente. Eppure il film è stato girato prima di tutti gli scandali marchiati Villa Certosa. Non siete stanchi di tutto ciò? Bisognagna farsi sentire. La RAI è nostra! non del pluriprescritto. Di seguito inserisco alcuni contatti della TV pubblica. Scrivete più email di protesta possibili. Telefonate in direzione e fate sentire la vostra voce. E’ finito il tempo dell’indignazione passiva, prendetevi ciò che è vostro e vi spetta di diritto. Call Center RAI: 199.123.000

“Schiavo è chi aspetta qualcuno che venga a liberarlo”

 Pound Ezra

EARTHLINGS 11/11

Se ciò che vedi non ti piace, sappi che ne sei la causa. Se ciò che vedi ti piace sappi che non sei un uomo. Se ciò che vedi ti lascia indifferente, sappi che sei morto.

                                                                            Diego