Benedetta irrequietezza

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Cos’è un Dandy?

brummel

 È un misto di flemma, dissimulazione, mistificazione, stoicismo, originalità, ardore nascosto, gusto della contrarietà, amarezza superiore, culto di sé, dilettantismo sopraffino, e qualità simili, tutte nel segno dell’Unicità, condannata a estinguersi. L’Individuo contro l’Uomo Massa, insomma. Il Dandy è colui che aspira a essere Sublime sempre. A vivere ed a dormire con uno specchio davanti. È stato l’ozio non l’operosità a farmi crescere. Ha sempre apportato grande beneficio alla mia sensibilità, alla mia meditazione, e alla mia capacità di essere Dandy e dilettante. Gli altri letterati sono per lo più dei poveri sgobboni ignorantissimi. Quanto viltà c’è in una funzione pubblica qualsiasi! Un qualunque pubblico ufficiale, un ministro, un direttore di teatro o di giornale, possono essere anche degli individui degni di stima, ma Divini non lo sono e non lo saranno mai. Sono persone senza personalità, individui senza originalità, fatti per i doveri d’ufficio, e cioè per servire il pubblico. Un Dandy non fa nulla. Ve l’immaginate un Dandy che parla al popolo se non per scherno? Essere un Grand’Uomo per tutti ed un Santo per sè, la sola cosa che importi. Cos’è l’amore? È il bisogno di uscir di sé. L’uomo è un animale adorante. Adorare significa sacrificare e prostituirsi. Sicchè ogni amore è prostituzione. Direi gusto della prostituzione. E non c’è nobile piacere che non possa essere riferito alla prostituzione. Invincibile è il gusto di prostituirsi nel cuore dell’uomo. Il terrore della solitudine lo attanaglia. Vuole essere due. Il Dandy vuole essere uno. Gloria è restare uno e prostituirsi a modo proprio.

 
 
 
                                                                                                                                                                    (C.Baudelaire)

 
                                                                                           C.Baudelaire

 

La divinità nell’uomo

C’era un tempo in cui gli uomini erano simili agli Dei, ma abusarono talmente del loro potere che Brahma, il Dio Supremo, decise di privarli della potenza divina nascondendola in un luogo a loro inaccessibile. 

Il grande problema fu quello di trovare un nascondiglio. Quando gli dei minori furono riuniti a consiglio per risolvere questo dilemma, essi proposero la cosa seguente: “seppelliamo la divinità dell’uomo nella Terra”. Brahma tuttavia rispose: “No, non basta. Perché l’uomo scaverà e la ritroverà”. Gli dei, allora, replicarono: “In tal caso, gettiamo la divinità nel più profondo degli Oceani”. E di nuovo Brahma rispose: “No, perché prima o poi l’uomo esplorerà le cavità di tutti gli Oceani, e sicuramente un giorno la ritroverà e la riporterà in superficie”. Gli dei minori conclusero allora: “Non sappiamo dove nasconderla, perché non sembra esistere – sulla terra o in mare – luogo alcuno che l’uomo non possa una volta raggiungere”. ..
E fu così che Brahma disse: “Ecco ciò che faremo della divinità dell’uomo: la nasconderemo nel suo Io più profondo e segreto, perché è il solo posto dove non gli verrà mai in mente di cercarla”.
                                                          

                                                                                                                                                               Antica leggenda Indù