Manifesto per un’ Era di Semplicità

Auspico che l’ espansione delle coscienze individuali possa condurre l’ Uomo verso una maggiore conoscenza di Sè e delle leggi Universali e far sì che l’ essere umano ritrovi una perfetta armonia con il Tutto.

Auspico che si avverino le statistiche secondo cui basterebbe che il 7% della popolazione mondiale si risvegli per far sì che il sistema attuale crolli.  Risvegliatevi, nella consapevolezza che ogni vostra azione, pensiero e parola ha effetto su tutto l’ Universo. Siate il cambiamento che volete vedere nel mondo.

Auspico il crollo del Capitalismo così com’è oggi, ovvero un sistema a spirale tronco conica in cui il lavoro dei molti serve a nutrire gli interessi dei pochi. E’ necessario che tale sitema cambi forma. E’ necessario un ritorno alla Semplicità.

Auspico che nella Semplicità l’ uomo possa riconnettersi con i suoi aspetti più elevati, che possa percepirsi di nuovo come una Creatura di Luce, che possa porre al centro del proprio essere un amore incondizionato che abbracci l’ Universo intero.

Nel frattempo rimango quasi totalmente indifferente all’ attuale stato delle cose, evitando di esprimere opinioni favorevoli o contrarie. E’ solo in questo modo che possiamo togliere energia al sistema.

Non mi preoccupo di definire nel dettaglio un sistema alternativo, poichè ciò non è possibile farlo razionalmente. Tutto ciò che è necessario fare è togliere energia al sistema odierno ed espandere la propria coscienza senza avere paura. Tutto il resto verrà da Sè.

Chi è con me, diffonda questo messaggio.

Diego

Perché, Signore, perché

“Solo l’ uomo superficiale diviene insensibile alle miserie della vita altrui e si chiude nel piccolo cerchio delle proprie sofferenze. Colui che usa il bisturi per sezionare se stesso, sentirà espandersi dentro di sè la pietà universale. Egli sarà liberato dalle assordanti pretese del suo io.
L’ amore di Dio fiorisce su questo terreno. La creatura finalmente si rivolge al Creatore, non foss’ altro che per porgli questa angosciosa domanda: “Perché, Signore, perché?”. Dalle brucianti frustate del dolore, l’ uomo è sospinto infine alla Presenza Infinita, la cui sola bellezza dovrebbe bastare ad allettarlo.

 

Tratto da: Autobiografia di uno Yogi

Be good, do good

“Serve, Love, Give, Purify, Meditate and Realise. Be

 Good Do Good“.

Per forza o per volontà

      bivio                                           

“E’ già da un po’ che vien fatto di porsi la domanda: fino a che punto il destino è determinato? L’ uomo ha la libertà di modificarlo in qualche modo? Questa è e rimane una delle domande più difficili che esistano, ma noi  possiamo avvicinarci ad una soluzione soltanto a piccoli passi, gradualmente.

La legge di polarità ci pone davanti alla scelta di come portare a termine il programma di vita, su quale strada vogliamo muoverci e come possiamo risolvere i problemi. Si distingue quindi tra i problemi da risolvere in se stessi, che sono completamente determinati, e il “come” della via di soluzione, per la quale la polarità mette a disposizione due possibilità:

1-   L’ apprendimento consapevole. Questa possibilità esige dall’ uomo che sia sempre disponibile ad affrontare le richieste del destino e  a risolvere volontariamente attraverso l’ attività ogni problema che si presenta.

2-   L’ apprendimento inconsapevole. Questo avviene automaticamente, ogni volta che l’ uomo trascura di risolvere consapevolmente un problema.

L’ apprendimento inconsapevole è però legato al dolore. Finché l’ uomo è disponibile a porre in discussione i vecchi punti di vista e fissazioni, ad apprenderne di nuovi, a rischiare nuove esperienze, ad ampliare la propria coscienza in modo da dominare tutti i compiti che il destino gli presenta, non ha bisogno di temere colpi troppo forti del destino o malattie.

Nel momento però in cui l’ uomo tenta di evitare i problemi e tenta di liberarsene o di negarli, il destino comincia ad incanalarlo verso il processo di apprendimento che da solo non ha percepito. L’ uomo diventa vittima di una situazione, in cui deve risolvere per forza, vivendoli, almeno una parte dei suoi problemi.”

T. Dethlefsen

 

 

Siamo alunni che frequentano ogni giorno la scuola della vita. E come in ogni scuola, ci sono delle cose che ciascuno di noi deve apprendere, per forza o per volontà. A voi la scelta.

Diego

La paura non può entrare in un cuore tranquillo

pauraLa paura viene dal cuore. Se mai doveste sentirvi sopraffare dal terrore di qualche malattia o incidente, inalate ed esalate profondamente, lentamente e ritmicamente varie volte, rilassandovi dopo ogni esalazione. Questo aiuta la circolazione a ridiventare normale. Se il vostro cuore è veramente tranquillo, non potrete sentire alcuna paura.

Le ansietà vengono risvegliate nel cuore dalla coscienza della sofferenza: la paura, perciò, dipende da qualche esperienza precedente. Può darsi che una volta siate caduti e vi siate rotti una gamba, e avete così imparato a temere il ripetersi di quella esperienza. Se vi soffermate su tali apprensioni, la vostra volontà si paralizza, e così i vostri nervi; allora potrete effettivamente cadere di nuovo e rompervi una gamba. Inoltre, quando il vostro cuore viene paralizzato dalla paura, il basso livello della vostra vitalità dà occasione ai germi patogeni di invadere il vostro corpo. Siate cauti, ma non paurosi!

P. Yogananda

Una fiamma implacabile

fiamma“La medtazione è la fiamma implacabile che brucia tutti i pensieri dispersivi. Non cercate di allontanare tutti insieme i pensieri mondani, ma riduceteli uno ad uno e nutrite solo quelli sicuri e concreti rispetto all’ oggetto della vostra meditazione.”

Swami Sivananda

Yoga sutras #13,libro secondo

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Finché‚ la radice permane, il karma si adempie in rinascite, tramite le classi sociali, la lunghezza della vita e il tipo di esperienze che si vivranno.

                                                                                                   Patanjali

La lanterna magica

Tratto da: www.aforismiyoga.it

 

 

E’ tardi, devo andare!

Laggiù c’è già qualcuno che mi aspetta, da molto tempo!

Camminerò, e la mia lanterna magica

mi aiuterà a ricercar la via.

 

Egli è là, in fondo al sentiero,

e segue con lo sguardo ogni mio passo.

Vede la luce della mia lanterna tremolare nel buio,

lungo la collina.

 

Ogni tanto la luce scompare alla sua vista:

si è forse spenta?

No, è solo un grosso masso che ne para la vista!

 

Cammina viandante!

Cammina pure con passo sicuro e svelto!

Il buio dell’ignoto ti circonda

ma non potrà mai inghiottire la tua esile luce!

In equilibrio, sulle onde della vita fatte di correnti alterne,

Tratto da: http://respirodellaluce.wordpress.com/

 

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In equilibrio, sulle onde della vita fatte di correnti alterne,
che ora ti portano vicino alla riva ora lontano.
Surfando sulla tavola della mia attenzione,
respiro questa esperienza senza esserne effettivamente e completamente preso,
perchè l’essenza è altro, l’essenza non sono le onde, l’essenza non è chiacchiericcio inutile,
l’essennza non è fatta di maschere, l’essenza è libera dai complessi,
autentiche prigioni dell’anima.

Namaste..

 

                                                                                                      Ivano Natalini

I sei nemici dello Spirito

 

Tratto da: http://benvenutiinparadiso.wordpress.com/2009/07/28/i-sei-nemici-dello-spirito

La  Bhagavad Gita, uno dei testi più antichi della cultura indiana e facente parte  a sua volta del Mahabharata, è incentrata sugli insegnamenti di Shri Krishna, un’incarnazione divina scesa sulla terra perchè Yogheswara, Signore dello Yoga, dove per yoga si intende contemporaneamente l’unione dello Spirito con l’Energia cosmica creatrice e le tecniche per raggiungere questo stato che porta all’evoluzione. Glli insegnamenti di Shri Krishna al suo discepolo Arjuna avvengono sul campo di battaglia, che sta a simboleggiare la lotta che avviene dentro di noi per crescere; i nemici da sconfiggere sono appunto sei, a cui corrispondono altrettante qualità, poteri da conquistare.

bambino e lotoLUSSURIA: la continua attenzione sul sesso  ci tiene troppo legati alla sfera più grossolana dell’esistenza, ci rende schiavi dei sensi e del piacere fisico ponendoci anche al di sotto degli animali che utilizzano il sesso solo in alcuni periodi e comunque sempre per lo scopo della conservazione della specie! Ma per lussuria intendo anche l’essere sempre rivolti all’esterno ed in particolare agli oggetti, le cose, la materia in un costante desiderio di possesso. Quando si riesce ad essere innocenti come bambini, saggi come bambini, spontanei come bambini la si è sconfitta ed il sesso diventa qualcosa di naturale e gioioso. Per ottenere uno suardo più pulito ed innocente si può per esempio provare a soffermarsi sui bambini, gli animali e la natura…le sensazioni offerte saranno sicuramente piacevoli e distensive!

COLLERA: nella nostra società l’aggressività ha bel gioco e spesso viene legalizzata ed incentivata, soprattutto nell’economia, con i risultati di squilibri, ingiustizie e forme di autodistruzione che conosciamo. La rabbia andrebbe per prima cosa combattuta tutti i giorni dentro di noi: invece di prevaricare gli altri potremmo rivolgere la collera verso noi stessi ( possiamo trattarci in terza persona e sgridarci, tanto per abbassare un pò di quell’ego, quell’io che vuole dominare e dominarci). La rabbia parte dal fegato, quando questo è sovraccaricato di lavoro va in tilt e ci rende irascibili e pronti a reagire per qualsiasi cosa, per cui può essere controllata anche con uno stile di vita sereno, con attività rilassanti che possano riportare la nostra attenzione verso l’interno. Quando poi l’attenzione riesce a purificarsi diventa assolutamente fonte di creatività, per cui tutto ciò che facciamo assume il carattere dell’estetica e della bellezza più sottile.

AVIDITA’ : il voler sempre accumulare cose indica meschinità, una visione ristretta  al proprio orticello, ma anche una preoccupazione solo per l’aspetto materiale della vita, come se la soddisfazione del possesso o del  “faccio cose , vedo gente” fosse duratura. La mancanza di appagamento invece dovrebbe essere utilizzata come strumento per la ricerca del proprio benessere interiore, della pace….allargandolo, una volta ottenuta a livello personale, a sfere sempre più ampie del mondo esterno. Ci si muove così verso l’evoluzione, propria e della società tutta. Esercizi di generosità ci farebbero scoprire che se ci si occupa degli altri, materialmente e non, non serve pensare sempre a se stessi, i problemi si risolverebbero automaticamente.

Ananda_tandavaATTACCAMENTI : il modo più semplice di confondere l’amore. Si crede di amare se si è attaccati alla persona, se si è  in ansia per lei, se si esprime al meglio l’amore egoistico, l’eros platonico del dare e dell’avere, “io do a te solo se tu dai a me”,  come se ci fossere dei conti da dover far tornare, pieni di aspettative nei confronti dell’altro; “Non mi ami” ( perchè non lo fai come io vorrei ). Questo discorso vale per tutto, dall’idea che ci siamo fatti di noi stessi, alle persone che abbiamo intorno ed è purtroppo spesso alla base dei rapporti di coppia o tra genitori e figli. L’amore dovrebbe essere il più incondizionato possibile per dare la vera gioia, quella senza motivo.

GELOSIA : la gelosia crea una barriera tra noi e gli altri fatta di diffidenza e competizione; vogliamo quello che ha l’altro, o abbiamo paura che ci venga portato via qualcosa; non ci permette di riconoscerci come appartenenti ad un unico essere universale di cui siamo gli organi palpitanti. Come potrebbe una mano essere gelosa dell’altra?

VANITA’:  ci sentiamo migliori rispetto a qualcuno o in qualcosa, ci crogioliamo  di noi stessi quando solo l’umiltà ci dà quel distacco per cui ci osserviamo dall’esterno e riusciamo a rintracciare tutti i comportameneti sbagliati ed i difettacci della nostra personalità. Al fine della crescita a che serve pensare tutto il tempo “io sono così, io ho fatto colà” ? L’umiltà ci permette di non fermarsi ai primi risultati ottenuti, ma di saper riconoscere pregi e difetti, così da analizzare i propri errori, senza sentirsi in colpa, e proseguire guidati al desiderio di cambiare.