L’ambiente si salva a partire dal piatto

2_0_569800795_w335(1)Interessante intervista a Robert Goodland, autore insieme a Jeff Anhang dello studio “Livestock and climate change ” nel quale vengono riveduti e corretti, purtoppo in peggio, i parametri con cui le attività umane contribuiscono al cambiamento climatico. In questa intervista viene affrontata la fonte principale del problema: il consumo di carne. Nel suo studio scritto con Jeff Anhang, Livestock and climate change, attribuisce al bestiame la “colpa” del riscaldamento climatico. In che senso? Semplice: il bestiame, e i prodotti ad esso collegati, producono almeno 32.564 milioni di tonnellate di anidride carbonica l’anno. Cioè il 51% delle emissioni mondiali di gas responsabili dell’effetto serra. Ma com’è possibile? Quali dati utilizzate? Siamo partiti da uno studio della Fao del 2006: un buon punto di partenza, che già assegnava al bestiame la “responsabilità” del 18% delle emissioni. Ma abbiamo notato che c’erano quantità immense di Co2 che erano state omesse, sottostimate o assegnate ad altri “settori”. Se si somma invece il ciclo vitale e la “catena” che porta i prodotti di origine animale sulle nostre tavole, si raggiunge il 51%. Sta dicendo che la nostra passione per bistecche e hamburger sta uccidendo il pianeta? So che è difficile da pensare, specie mentre si cammina vicino a un pascolo sulle Alpi. Ma la fonte chiave, e in gran parte sconosciuta, di gas serra sono proprio i 56 miliardi di animali allevati ogni anno in tutto il mondo, per trarne cibo. Se si moltiplica la superficie di terra necessaria a ogni animale di terra, il suo respiro e le altre emissioni che produce per il numero degli animali allevati, si ottiene una quantità di Co2 che lascia a bocca aperta. Sarà, ma l’uomo alleva bestiame da millenni. Perché il problema sorge ora? Il punto sono alcune economie emergenti. I benestanti, in Paesi come Cina e India, erano abituati a mangiare cibi tradizionali, a bassa percentuale di calorie di origine animale. La crescita di domanda di quei Paesi per prodotti animali non è inevitabile: dipende dal trasferimento di cultura occidentale e del falso mito che dice che i prodotti animali fanno bene e devono essere forniti su larga scala. Colpa della globalizzazione, insomma? No, l’internazionalizzazione sarà utile nel momento in cui il mito della bontà dei prodotti animali sarà sostituito dal fatto che ci sono alternative migliori: altrettanto buone, più salutari e migliori per il pianeta. Le diete tradizionali di Cina e India sono molto più “ecosostenibili” delle diete occidentali, che ora sono ampiamente promosse in quei due Paesi. Lei scrive che “sostituire prodotti di origine animale con alternative migliori sarebbe la strategia migliore per invertire il cambiamento climatico”. Per salvare il mondo dovremo diventare vegetariani? Nello studio noi abbiamo solo valutato l’area di rischio ambientale, e abbiamo sviluppato delle raccomandazioni su come trattare quel rischio. Chi raccomanda il vegetarianesimo di solito pensa che i propri valori etici debbano essere adottati dagli altri. Noi non parliamo di valori etici, ma raccomandiamo di adottare la soluzione migliore per fermare il riscaldamento climatico. Allora i soldi spesi, ad esempio, per lampadine a basso consumo sono sprecati? No: ma quelle sono soluzioni più care e con effetti più a lungo termine di quella che suggeriamo. Il cibo, però, è anche cultura. Vada ad esempio a Firenze a dire di cucinare una fiorentina di soia… Chiaramente le persone creano delle abitudini sul cibo. Ma quelle abitudini sono fortemente indotte da misure fiscali e di marketing. In ogni Paese – prenda la Cina – si vede che fisco e pubblicità possono stravolgere le abitudini alimentari in pochi anni. Se ci sono alternative migliori, è possibile dunque “indurne” il consumo. Certo, senza politiche per promuoverle questo cambiamento sarà molto difficile. Questo costerebbe molto alle aziende… Al contrario. Alcune aziende stanno già guadagnando bene con prodotti alternativi che hanno sapore simile, ma sono più facili da cuocere, meno cari e più sani. Ad esempio, “carne” di soia o seitan, o latte, formaggi e gelati di riso o soia. Altre sono già state colpite dagli effetti del cambiamento climatico – effetti destinati ad aumentare, se non si cambia rotta. Cresce però lo scetticismo sull’esistenza del riscaldamento globale, e sul fatto che sia creato dall’uomo. Vale la pena cambiare le nostre abitudini alimentari? Cambiare fonti d’energia e il modo di usarle comporta molte novità nella vita delle persone, è costoso e porta benefici solo a lungo termine. Ma il cambiamento climatico minaccia davvero le nostre vite. Provare un nuovo tipo di cibo, saporito, economico e sano, è qualcosa che la gente farebbe anche senza minacce, perché è divertente. Invertire i cambiamenti climatici è “solo” il più importante beneficio di una scelta che, per aziende e consumatori, ne ha molti altri. Senza parlare della riduzione della carenza di cibo e acqua nel mondo: per allevare animali servono quantità di cereali e acqua che con la nostra strategia sarebbero disponibili agli uomini. Ci scusi: ma lei per primo mangia solo alimenti “non animali”? Se non lo facessi sarei ipocrita. Ma quel che conta di più non è ciò che mangiamo oggi, ma quello che mangeremo da domani.

Davide Casati

 Fonte: www.city.it

Tratto da:  www.piccolopopolo.org

Annunci

Il consumo di carne asseta il mondo

Tratto da: http://ilsentierodellanatura.blogspot.com

 

acquaPer 1 kg di carne servono 15-20mila litri d’acqua, per far crescere un pomodoro 13 litri, per un caffè 140. Lo dice allarmata la Fao: la domanda d’acqua crescerà sempre più e “causerà un’altra crisi globale”.

Ormai sono in molti ad affermarlo: mangiare meno carne contribuirebbe a diminuire notevolmente le emissioni di CO2 nell’atmosfera. Ne abbiamo già parlato in passato citando il National Institute for Agricultural Technology dell’Argentina. Oggi è la volta della tesi dell’economista indiano Rajendra Pachauri, presidente del Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC).

Lo scorso 8 settembre a Londra Pachauri ha presentato un documento dal titolo “Riscaldamento globale: l’impatto sui cambiamenti climatici della produzione e del consumo di carne”.

Secondo l’economista produrre 1 kg di carne ha tantissimi costi in termini ambientali: si emettono ben 36,4 chili di anidride carbonica; si rilasciano nell’ambiente sostanze fertilizzanti pari a 340 grammi di anidride solforosa e 59 grammi di fosfati. In pratica produrre un chilo di carne ha lo stesso impatto ambientale di un’auto media europea che percorre 250 chilometri!

D’altra parte produrre carne prevede una serie di attività che necessitano energia ed inquinano. Bisogna organizzare trasporti che rispettino la catena del freddo, nei supermercati sono necessari frigoriferi, è necessario un packaging adeguato per offrire il prodotto ai consumatori i quali, poi, consumeranno dell’altra energia per cucinare la carne e produrranno dei rifiuti per smaltire gli avanzi.
Nel suo studio Pachauri esamina anche l’impatto dell’allevamento in termini di sfruttamento del suolo. In particolare, il settore zootecnico sfrutta il 30% delle terre del pianeta e il 70 % di quelle destinate all’agricoltura. Il 70% della foresta amazzonica ormai scomparsa è ora occupato da pascoli e campi coltivati a foraggio. Una produzione, quest’ultima, che preoccupa gli esperti perché determina sovrasfruttamento del suolo.

Produrre carne necessita, inoltre, di una quantità di acqua maggiore rispetto ad altre produzioni vegetali. Ecco qualche esempio. Per ottenere un chilo di mais sono necessari 900 litri di acqua; per un chilo di riso 3.000 litri; per un chilo di pollo 3.900 litri; per un chilo di maiale 4.900 litri e per un chilo manzo ben 15.500 litri di acqua!

Perché serve tanta acqua per produrre carne?

La premessa da fare, per comprendere i motivi dell’impatto delle nostre scelte alimentari sul consumo d’acqua, riguarda il fatto che gli animali d’allevamento sono “fabbriche di proteine alla rovescia”.

Infatti, gli animali consumano molte più calorie, ricavate dai vegetali, di quante ne producano sottoforma di carne, latte e uova: come “macchine” che convertono proteine vegetali in proteine animali, sono del tutto inefficienti.

Il rapporto di conversione da mangimi vegetali dati agli animali a “cibo animale” per gli umani varia da 1:30 a 1:4, a seconda della specie animale, vale a dire: per produrre 1 kg di carne servono da 4 a 30 kg di vegetali coltivati appositamente. Per la loro coltivazione serve acqua. Per dar da bere agli animali serve acqua. Per pulire stalle e macelli serve acqua.

Dalle istituzioni e dal mondo scientifico

In organizzazioni come l’OMS, la FAO e la Banca Mondiale, aumenta sempre di più la preoccupazione per l’impatto dell’allevamento industriale sull’utilizzo delle terre coltivabili e conseguentemente sulla possibilità o meno di nutrire il mondo in modo efficiente.

Esse affermano: “L’aumento del consumo di prodotti animali in paesi come il Brasile e la Cina (anche se tali consumi sono ancora ben al di sotto dei livelli del Nord America e della maggior parte degli altri paesi industrializzati) ha anche considerevoli ripercussioni ambientali. Il numero di persone nutrite in un anno per ettaro varia da 22 per le patate, a 19 per il riso fino a solo 1 e 2 persone rispettivamente per il manzo e l’agnello. Allo stesso modo, la richiesta d’acqua diventerà probabilmente uno dei maggiori problemi di questo secolo. Anche in questo caso, i prodotti animali usano una quantità molto maggiore di questa risorsa rispetto ai vegetali.” [WHO/FAO2002].

L’acqua richiesta per produrre vari tipi di cibo vegetale e foraggio varia dai 500 ai 2000 litri per chilo di raccolto prodotto. Il bestiame utilizza in modo diretto solo l’1,3% dell’acqua usata in totale in agricoltura; tuttavia, se si prende in considerazione anche l’acqua richiesta per la coltivazione dei cereali e del foraggio per uso animale, la quantità d’acqua richiesta è enormemente più elevata. Per 1 kg di manzo da allevamento intensivo servono 100.000 litri d’acqua (200.000 se l’allevamento è estensivo); per 1 kg di pollo, servono 3500 litri d’acqua, 2000 per la soia, 1910 per il riso, 1400 per il mais, 900 per il grano, 500 per le patate. [Pimentel1997]

Il direttore esecutivo dell’International Water Institute di Stoccolma, ha dichiarato “Gli animali vengono nutriti a cereali, e anche quelli allevati a pascolo richiedono molta più acqua rispetto alla produzione diretta di grano. Ma nei paesi sviluppati, e in parte in quelli in via di sviluppo, i consumatori richiedono ancora più carne […]. Ma sarà quasi impossibile nutrire le future generazioni con una dieta sul genere di quella che oggi seguiamo in Europa occidentale e nel Nord America”. Ha aggiunto inoltre che i paesi ricchi saranno in grado di aggirare il problema importando acqua virtuale, il che significa importare cibo (mangime per animali o carne) da altri paesi, anche da quelli che non hanno abbastanza acqua. [Kirby2004]

Oltre a consumarla, l’allevamento inquina l’acqua

Al consumo smodato d’acqua, va aggiunto il problema dello smaltimento dell’enorme quantità di deiezioni prodotte dagli animali degli allevamenti intensivi. Le deiezioni liquide e semi-liquide del bestiame contengono livelli di fosforo e nitrogeno al di sopra della norma, perché gli animali possono assorbire solo una piccola parte della quantità di queste sostanze presenti nei loro mangimi.

Quando gli escrementi animali filtrano nei corsi d’acqua, il nitrogeno e fosforo in eccesso in essi contenuto rovina la qualità dell’acqua e danneggia gli ecosistemi acquatici e le zone umide. Circa il 70-80% del nitrogeno fornito ai bovini, suini e alle galline ovaiole mediante l’alimentazione, e il 60% di quello dato ai polli “da carne” viene eliminato nelle feci e nell’urina e finisce nei corsi d’acqua. [CIWF2004]

Un anno intero di acqua per soli 5 kg di carne

Per concludere, un dato emblematico, che fa riflettere: il settimanale Newsweek ha calcolato qualche anno fa che per produrre soli cinque chili di carne bovina serve tanta acqua quanta ne consuma una famiglia media americana in un anno (5 kg di carne non bastano a coprire il consumo di una settimana, per la stessa famiglia!).

Perciò è chiaro che la prima cosa da fare, per risparmiare davvero acqua, è diminuire i consumi di alimenti animali, privilegiando il consumo diretto di vegetali (cereali, legumi, verdura, frutta, nelle migliaia di possibili ricette appetitose che si possono preparare): come singola azione da compiere è la più potente in assoluto, molto di più di qualsiasi altra azione di risparmio il singolo cittadino possa intraprendere.

D’altro canto, è noto che l’attuale consumo di alimenti animali è di molto superiore al massimo consigliato dall’Istituto Mondiale per gli studi sul Cancro (World Cancer Institute), che consiglia, nelle sue linee guida per la prevenzione del cancro, di non consumare più di 80 grammi al giorno di carne rossa, il che significa 30 kg l’anno come MASSIMA quantità di carne rossa ammessa. In Italia, ogni anno si consumano mediamente 62 kg di carne rossa pro-capite, più 30 kg di altra carne, quindi il doppio rispetto al massimo consigliato.

Modificando le nostre abitudini alimentari, faremo molto per l’ambiente, e faremo un gran regalo alla nostra salute.

Fonti:

[CIWF2004] CIWF, “The global benefits of eating less meat”, CIWF Trust, 2004
[Kirby2004] Alex Kirby, “Hungry world ‘must eat less meat'”, BBC News Online, August 15 2004
[Pimentel1997] Pimentel D., Houser J., Preiss E., White O., “Water Resources: Agriculture, the Environment, and Society”, Bioscience, February 1997 Vol. 47 No. 2.
[WHO/FAO2002] WHO/FAO, Diet, nutrition, and the prevention of chronic disease. Report of the Joint WHO/FAO expert consultation, 26 April 2002.

Effetti della carne sulla salute
L’industria della carne in Usa ha causato più morti di tutte le guerre del secolo scorso: un terzo della popolazione in Usa muore per cause alimentari; la principale causa di morte negli USA sono le malattie cardiache. Secondo l’OMS ogni anno muoiono nel mondo 17 milioni di persone per infarto. Eliminando il consumo di carne si ottiene una riduzione del rischio di infarto del 90%; da questo si deduce che i grassi e le proteine animali sono i maggiori imputati. L’alimentazione carnea risulta correlata alle seguenti patologie: negli Stati Uniti 42 milioni di individui soffrono di ipertensione; l’80% sono effetti da reumatismi; 3 persone su 4 sono colpite da infarto o cancro; il 50% della gente ha problemi digestivi cronici: La costipazione colpisce 190 milioni di individui, cioè 9 persone su 10; un terzo della popolazione è soprappeso; un terzo degli americani è carente di calcio. E la situazione in Europa non è molto dissimile.

Effetti della carne sull’economia
In Usa il 12%del PIL viene assorbito per combattere le malattie dovute alla cattiva alimentazione. il 75% della spesa sanitaria in Italia e in Europa viene assorbita per neutralizzare gli effetti della cattiva alimentazione. La rendita dei prodotti carnei, compreso il pesce, è 10 volte inferiore rispetto ai prodotti vegetali.

Effetti della carne sul consumo di energia
Un terzo di tutta l’energia prodotta in Occidente viene assorbita
dall’industria della carne. Solo il 20% dell’energia totale utilizzata in agricoltura è destinata a produrre vegetali consumati dall’uomo, il restante 80% viene consumato dagli animali. Per produrre carne di maiale si consuma 15 volte più energia di quanto occorre per produrre frutta e verdura. Un solo hamburger assorbe energia quanto una lampada che illumina una stanza per 100 ore.

Obiettivo: Disintossicazione da Carne

Tratto da: http://www.veganblog.it/2009/07/28/veganizzare-la-cucina-part-3-menu-di-transizione-obiettivo-disintossicazione-da-carne/

 

Se state considerando l’ipotesi di passare a una dieta vegetariana o vegan,   senza più carcasse e secrezioni animali,  avrete probabilmente alcuni dubbi su come fare la transizione,  a livello pratico.  Ok, ci sono molte risorse on line. Questo per esempio e’ un ottimo articolo:  http://www.vegfacile.info/transizione.html quindi non ripeto cosa c’è scritto lì. E poi se avrete veganizzato la dispensa e il frigo avrete tutto il cibo che vi serve per avere una dieta equilibrata.  Tutto a posto.  Eppure succede che parecchie persone cominciano convinte ma dopo una settimana o due si sentono uno straccio e mollano.. Come mai ? Gli mancan proteine? Ferro? Forse forse la carne gli è davvero “necessaria” come gli ricorda sempre la zia Matilda? Che sia vero ??

NO !   E’ che quello di cui non si parla quasi da nessuna parte è  come prepararsi a combattere quelli che non sono altro che  Sintomi da Disintossicazione da Carne ….

 

Mi chiedo perche’ questa cosa non me l’aveva spiegata nessuno. Avrei fatto una transizione migliore, un decennio fa..! Provo a spiegarvi in modo concreto cosa aspettarvi e come prepararvi a combatterlo.

La carne animale è un cibo che crea enorme acidità nel corpo. (Anche i latticini).  Il corpo quindi comincia a non produre piu’ tanti acidi  appena noi diventiamo vegan o vegetariani. Proprio perche’  piu’  liberi da tossine ecc ,  le parti del corpo preposte alla pulizia  hanno  piu’   energia  da dedicare a rimuovere VECCHIE tossine accumulate negli anni.  Quindi  per assurdo,  meno schifezze mangiamo e piu’  ci si intossica il corpo di vecchie tossine “staccate” dalla pareti dai nostri ora liberi spazzini…

Gli acidi e le tossine vengono PRIMA  riversati  in circolo nel sangue, prima di essere scaricati fuori dal sistema per sempre,   e ovviamente vanno cosi  a causare un ‘iperacidità  che puo’ causare  vari problemi detti sintomi di disintossicazione, per qualche giorno o settimana.  (Non dovrebbe durare di piu’ la fase acuta, poi ovviamente ci si continua a disintossicare per ANNI ! ma in modo leggero..)

Sintomi di disintossicazione:

1.  Stanchezza

Ci si puo’ sentire stanchi, a volte all’improvviso durante la giornata. A volte fin da quando ci si sveglia.  Succede a molte persone quando fanno la transizione verso una dieta vegetariana.Ci si sente stanchi NON perche’  non si stanno consumando abbastanza proteine (cosa che invece pensano tutti! soprattutto quelli intorno alla persona che sta facendo la transizione!!)  ma perche’  tutte le energie del corpo sono concentrate a fare le pulizie pasquali nell’intestino, nel fegato e in tutti gli altri organi pieni di schifezze accumulate e quindi  il nostro   sangue è  un monnezzaio !

Ovviamente escludete di avere una deficienza di vitamina B12 o di ferro se volete, prendendoli come integratori,  ma se fino alla settimana prima non eravate cosi stanchi, e state comunque mangiando in modo equilibrato,   allora e’  più probabile sia colpa della Disintossicazione.

Purtroppo non c’è niente di piu’ triste che leggere di tante persone che decidono che evidentemente senza la carne stanno male e quindi tornano a mangiarla.  Rimangiando schifezze, il loro corpo non ha piu’   energia extra per pulire le VECCHIE tossine,   perchè  deve tornare ad eliminare quelle che continuano ad entrare giornalmente,   e  quindi i sintomi negativi spariscono e loro credono sia GRAZIE alla carne.   Circolo vizioso…  Ovviamente e’ solo una bomba a orologeria e prima o poi  avranno  dei  problemi di salute piu’ o meno gravi che scoppieranno, ma nessuno lo dice…

2.  Voglia di mangiare i cibi da cui ci si sta detossificando

Beh, tipico come in ogni cura di disintossicazione. Si hanno le crisi d’astinenza… Pare che soprattutto il formaggio crei una certa dipendenza fisica (la caseina), ma datevi tempo..  Queste voglie  passano, passano    Ogni persona crede che non riuscirà MAI a fare a meno di  xxxxxxxxx  .  E invece meno ne mangiamo,  meno ne avremo voglia..   

3. Doloretti vari al corpo, tosse,  muco, mal di testa, acne, capelli che cadono   ecc ecc.

Tutti problemi causati dall’iperacidita’ del sangue e dalle tossine in circolo..

Piu’ ci si sente doloranti o stanche e piu’ giustamente  viene in mente che forse bisogna  mangiare  di piu’ e si  aumentano i legumi, i cereali ecc.   Purtroppo anche quelli sono cibi abbastanza acidificanti,  quindi non aiutano le cose di molto…     E comunque, anche fosse vero che ancora non avete bilanciato la dieta al 100%,   non viene una deficienza da calcio o ferro se per una settimana non si mangiano noci secche e ceci.

(Però al massimo prendetevi un multi vitaminico con dentro anche i minerali, se volete stare tranquille)

——————————————————————-

Quindi  cosa è meglio   fare?  Bisogna dare una mano al corpo a ripulire…..  !   Questi sono i consigli che si trovano ovunque quando si decide di fare una dieta di  disintossicazione:

1. BERE tanta acqua naturale minerale  e tisane alle erbe detossificanti

2.   Mangiare  tanta VERDURA

3.  Mangiare tanta FRUTTA

4.  Mangiare alcalino…

5.  Andare in bagno…. regolarmente… (andava detto!)

Quindi, a livello ancora piu’ concreto…..

MENU di TRANSIZIONE

O fate una transizione dolce, eliminando alcuni elementi un po’ per volta,  oppure  si puo’ passare dal giorno alla notte a una dieta vegetariana o anche vegan, (e si risparmiano subito animali),   pero’  aspettatevi  un po’  di  sintomi di disintossicazione  e   per controbatterli  al più   presto e con il minimo disturbo possibile,  organizzatevi fin da subito  la cucina per avere a disposizione ingredienti per un menu PIENO DI CIBI ALCALINI (qui trovate una lista completa, togliete ovviamente i cibi non vegan!!:  www.ricerchedivita.it/tabellaacidobasico.doc)  e soprattutto  bevete MOLTA molta acqua (meglio se minerale per un pò e facilmente digeribile)  e poi tisane di erbe varie durante la giornata…

In pratica quello che non deve mai mancare durante il mese di transizione (o nel mese prima)  sono:

  • Minestre di verdura
  • Verdure crude con salsine varie
  • Verdure cotte (con pasta o riso Basmati)
  • Insalate miste (con un po’ di legumi)
  • Cereali: meglio l’avena e quelli piu’ facilmente digeribili
  • Frullati di frutta (fan lavorare di meno l’intestino che non la frutta cosi com’è)
  • Tisane “lassative”  (se avete problemi ad andare in bagno….)
  • Limone aggiunto all’acqua
  • Acqua e tisane durante il giorno

E qui su questo blog trovate un sacco di ricette per mangiare con quelle cose.. Passato il picco della disintossicazione “feroce”  (e piu’ mangiavate prima carne, più forte potrebbe essere),   potrete piano piano integrare  piu’  cibo finche’ dopo un po’   potrete cominciare ad  abbuffarvi   con tutte le deliziose  ricette di questo blog !

Che meraviglia!

Buona transizione

——————————–

Alcune fonti:

http://www.rawfoodexplained.com/symptoms-during-dietary-transition/some-unpleasant-symptoms-and-their-causes.html

http://www.medicinenon.it/disintossicazione_tossine_e_sintomi.htm  (traduzione di quello sopra)