Charlie Chaplin – Come ho cominciato ad amarmi (3/3)

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Charlie Chaplin – Come ho cominciato ad amarmi (1/3)

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Non appena ho cominciato ad amarmi ho trovato che le emozioni che mi facevano soffrire come l’angoscia sono solo sintomi di comportamenti che vanno contro la mia propria verità.

Oggi, io so che questa è “autenticità“.

Non appena ho cominciato ad amarmi ho capito quanto può offendere forzare i nostri desideri su un’altra persona, anche quando non è il giusto momento e quando la persona non è pronta, e anche qunado  quella persona sono io.

Oggi lo chiamo “rispetto“.

Non appena ho cominciato ad amarmi ho smesso di desiderare una vita differente, ed ho potuto vedere che tutto quanto mi circondava mi invitava a crescere.

Oggi la chiamo “maturità“.

Non appena ho cominciato ad amarmi ho capito che ad ogni circostanza, sono nel posto giusto al momento giusto, e che tutto succede nel momento esatto; in questo modo posso rimanere calmo.

Oggi la chiamo “fiducia in sé stessi“.

Non appena ho cominciato ad amarmi ho smesso di sprecare il mio tempo, ho smesso di progettare grosse imprese. Oggi faccio solo ciò che mi porta gioia e felicità, solo  ciò che amo fare e le faccio a modo mio e con i miei tempi.

Oggi la chiamo “semplicità“.

Non appena ho cominciato ad amarmi mi sono liberato di tutto ciò che non è buono per la mia salute: cibo, persone, cose, situazioni e tutto ciò che mi porta giù e londano dal mio Sé. Questa attitune dapprima la chiamavo un sano egoismo…

Oggi la chiamo “amore per sé stessi“.

Non appena ho cominciato ad amarmi ho smesso di provare ad essere sempre corretto, e da allora mi sbaglia di meno.

Oggi ho scoperto che questa è “modestia“.

Non appena ho cominciato ad amarmi ho rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi per il futuro. Adesso, vivo solo per il presente, qualsiasi cosa succeda.

Oggi vivo giorno per giorno, e la chiamo “realizzazione“.

Non appena ho cominciato ad amarmi ho riconosciuto che la mia mente può disturbarmi fino a farmi stare male. Da quando l’ho connessa al mio cuore, la mia mente è diventata mia alleta.

Oggi la chiamo “saggezza del cuore“.

Non abbiamo più bisogno di aver paura delle discussioni, dei confronti o di ogni altro tipo di problemi con noi stessi o con gli altri. Anche le stelle collidono, e dal loro scontro nascono nuovi mondi.

Oggi io la chiamo “vita“!

Io vedo un mondo…

Questo articolo fa parte del blog di Dadrim, e credo che sarà il primo di una lunga serie di articoli che pubblicherò.

http://www.dadrim.org/archivio-domande-e-risposte/io-vedo-un-mondo.html

 

 

bandieraRenzo ha chiesto: Caro Dadrim, mi piacerebbe tanto sapere cosa pensi della situazione politica, sociale e culturale che stiamo vivendo? Credo sia veramente una vergogna quel che sta accadendo, non credi?!

Con affetto, Renzo.

Dadrim ha risposto: Io vedo un mondo dove l’amore non conosce possessi e gelosie, dove le terre non hanno confini, dove ogni bambino, oltre ad essere figlio di una madre e di un padre, è figlio di ogni uomo e donna che camminano su questo pianeta. Vedo un mondo dove il potere viene usato solo per creare e unire, dove il debole è una responsabilità del forte, dove l’emarginato è cercato e desiderato dalla folla, mentre il leader è stato dimenticato, perché superato.

Io vedo una società incapace di odiare, punire, escludere e giudicare. Vedo una società basata sul gioco, la libertà e l’amore, dove il lavoro si manifesta come piacere e mai più come dovere o necessità di sopravvivenza, e dove la più alta ambizione si realizza nella semplicità, la sobrietà e la conoscenza di sé. Vedo un’educazione che aiuta i giovani a realizzare i loro più segreti desideri e talenti, e che riconosce come errore più grande il pensare di poter comandare la rotta delle loro vite, perché il futuro danza sempre sulle ceneri del passato: le ceneri servono unicamente a rendere fertili i campi su cui semineranno gli uomini del domani!

Io vedo un’umanità che rilegge la sua storia come un’immensa distesa di letame sulla quale si è stati capaci di piantare i fiori più belli e le querce più possenti. Io vedo uomini che non temono più se stessi e tanto meno i loro fratelli. Infine vedo un mondo profondamente spirituale e silente, ma senza religione alcuna o disposto ad accettare la religiosità di ciascuno.

Io vedo tutto ciò proprio qui, adesso, in questo istante. Riesci a vedere tutto questo? Se non lo vedi sei cieco, perché sta proprio lì nelle tue mani, devi solo iniziare a costruirlo, se lo vuoi!

Un abbraccio,

Dadrim        

Esercizio #2: descrizione emozionale dell’ambiente circostante

Istruzioni per l’uso:

1)        Caricare il video e premere play

2)        Leggere il contenuto sottostante

 

 

fumosigarettaAnche oggi il giorno e la notte hanno giocato a rincorrersi. Questi due amanti ahimè sono destinati ad incontrarsi solo per un breve attimo. Eppure Lei, la notte, non smette mai di farsi bella per lui. Ogni volta si copre di mistero, indossa una miriade di stelle e, felina, si incammina verso il suo amato. Lui, il giorno, gioca a fare l’uomo. E’ intento a spargere il Sol sui nostri capi, a dar forza alla natura. Si mostra pieno di impegni, ma in fondo vorrebbe andare da Lei. Sono qui appoggiato al davanzale della mia finestra. Il fumo della sigaretta, mia nemica e compagna, si libera nell’ aria seguendo una legge a me sconosciuta ma meravigliosa. Poco più in là due piccioni, approfittando della magia che la notte gli concede, si divertono a scambiarsi dolci effusioni. Il loro amore altro non è che una scheggia dell’ Amore Divino.

Un senso di quiete mi avvolge e mi coccola, facendomi dondolare nell’ etere. L’ ultimo tiro, poi lancerò questa sigaretta nel cortile. Per qualche attimo mi perderò nel cercare di capire la complessità di questo evento. Quanti giri su se stessa compirà prima di impattare col suolo? In quale punto preciso incontrerà il suo destino? E’ tutto già deciso?

Eccola librarsi nell’ aria e cadere. La sua traiettoria vira d’ improvviso, ogni mio calcolo si rivela ancora una volta vano. Noo…ma guarda dov’è andata a finire…non ci avrei mai pensato.

 

                                                                                   Diego

lettera di oscar wilde

 

Questa è la lettera che Benigni ha recitato al festival di Sanremo. Struggente, accorata, e sensibile come solo Oscar Wilde sapeva essere…

oscarwilde

 

“Mio carissimo ragazzo,questo è per assicurarti del mio amore immortale,eterno per te. Domani sarà tutto finito. Se la prigione e il disonore saranno il mio destino, pensa che il mio amore per te e questa idea, questa convinzione ancora più divina, che tu a tua volta mi ami, mi sosterranno nella mia infelicità e mi renderanno capace, spero, di sopportare il mio dolore con ogni pazienza. Poiché la speranza, anzi, la certezza, di incontrarti di nuovo in un altro mondo è la meta e l’ incoraggiamento della mia vita attuale, ah! debbo continuare a vivere in questo mondo, per questa ragione. Il caro *** mi è venuto a trovare oggi. Gli ho dato parecchi messaggi per te. Mi ha detto una cosa che mi rassicurato: che a mia madre non mancherà mia niente. Ho sempre provveduto io al suo mantenimento, e il pensiero che avrebbe potuto soffrire delle privazioni mi rendeva infelice. Quanto a te (grazioso ragazzo dal cuore degno di un Cristo), quanto a te, ti prego, non appena avrai fatto tutto quello che puoi fare, parti per l’ Italia e riconquista la tua calma, e componi quelle belle poesie che sai fare tu, con quella grazia così strana. Non esporti all’ Inghilterra per nessuna ragione al mondo. Se un giorno, a Corfù o in qualche isola incantata, ci fosse una casetta dove potessimo vivere insieme, oh! la vita sarebbe più dolce di quanto sia stata mai. Il tuo amore ha ali larghe ed è forte, il tuo amore mi giunge attraverso le sbarre della mia prigione e mi conforta, il tuo amore è la luce di tutte le mie ore. Se il fato ci sarà avverso, coloro che non sanno cos’è l’amore scriveranno, lo so, che ho avuto una cattiva influenza sulla tua vita. Se ciò avverrà, tu scriverai, tu dirai a tua volta che non è vero. Il nostro amore è sempre stato bello e nobile, e se io sono stato il bersaglio di una terribile tragedia, è perchè la natura di quell’ amore non è stata compresa. Nella tua lettera di stamattina tu dici una cosa che mi dà coraggio. Debbo ricordarla. Scrivi che è mio dovere verso di te e verso me stesso vivere, malgrado tutto. Credo sia vero. Ci proverò e lo farò. Voglio che tu tenga informato Mr Humphreys dei tuoi spostamenti così che quando viene mi possa dire cosa fai. Credo che gli avvocati possano vedere i detenuti con una certa frequenza. Così potrò comunicare con te. Sono così felice che tu sia partito! So cosa deve esserti costato. Per me sarebbe stato un tormento pensarti in Inghilterra mentre il tuo nome veniva fatto in tribunale. Spero tu abbia copie di tutti i miei libri. I miei sono stati tutti venduti. Tendo le mani verso di te. Oh! possa io vivere per toccare i tuoi capelli e le tue mani. Credo che il tuo amore veglierà sulla mia vita. Se dovessi morire, voglio che tu viva una vita dolce e pacifica in qualche luogo fra fiori, quadri, libri, e moltissimo lavoro. Cerca di farmi avere tue notizie. Ti scrivo questa lettera in mezzo a grandi sofferenze ; la lunga giornata in tribunale mi ha spossato. Carissimo ragazzo, dolcissimo fra tutti i giovani, amatissimo e più amabile. Oh! aspettami! aspetta- mi! io sono ora, come sempre dal giorno in cui ci siamo conosciuti, devotamente il tuo, con un amore immortale.

Oscar